Pensiamo l’essere umano costituito da un apparato mentale che percepisce e annota, da sensazioni sparse che provengono dal corpo e infine dal corpo stesso.

Il lavoro dell’apparato mentale, lavoro che viene svolto durante tutto il corso della vita, è quello di ordinare, organizzare, registrare, decodificare ed infine “pensare” i segnali che provengono dal corpo e quindi dal sistema sensoriale.

Le informazioni che vengono dal corpo non sarebbero in alcun modo “informative” circa il mondo se la mente non le pensasse, traducendole cioè in materiale rappresentabile.

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In questo lavoro che dura tutta la vita e dai cui destini si determina la personalità di ognuno e la specificità e unicità, l’arte e la scienza rappresentano sia uno strumento per questa organizzazione del pensiero, per la rappresentazione mentale e quindi un modo per tradurre ed elaborare,  sia e tanto più, uno strumento di linguaggio per condividere tutto ciò con il resto del mondo, formato da individui alle prese con lo stesso percorso.

L’arte contemporanea e la scienza quindi come registro di linguaggio sia in senso verticale, cioè intrapsichico personale, sia orizzontale, cioè di comunicazione con l’altro.

L’arte contemporanea e la scienza, per la stretta attinenza e permeabilità alla realtà, le per le infinite possibilità di intervento critico, esperienziale, creativo, dinamico sono strumenti per l’attivazione del pensiero e linguaggi di condivisione indispensabili  per lo sviluppo dell’essere umano.